sabato 3 dicembre 2016

Avreste mai pensato di volare?

Siete mai stati su un aereo? Probabilmente sì. La mia prima volta non è poi così lontana, più o meno un anno fa. Prima di allora temevo che avrei potuto avere paura, che sarebbe stata un'esperienza scandalosa; e in un certo senso lo è stata. Ma è successo l'esatto opposto di ciò che la mia mente tormentata mi diceva. Non solo era il mio primo volo, ma avrei visitato una delle più belle città, Paris, la ville de l'amour. E non contando (perché non li contiamo?) i viaggi in Svizzera da piccola con la macchina, era la prima volta che viaggiavo all'Estero. Immaginate l'emozione. Senza stare molto a perdermi nei dettagli, era mattina presto, siamo arrivati lì verso le 4:30. Dopo tutte le scartoffie e i controlli (e una degna colazione) ci siamo seduti in attesa di essere chiamati. (...) Solo una volta preso posto nel velivolo (facendo attenzione a posizionarmi accanto al finestrino per una migliore visuale) ho realmente realizzato cosa stava per succedere. Il cuore ha preso a battere a un ritmo piuttosto accelerato, i minuti passavano e l'aereo continuava a correre rapido sulla pista e tra tutte quelle curve non sapevo più quando avremmo realmente spiccato il volo. Ogni svolta pensavo sarebbe stata quella decisiva e non smettevo di guardare ad occhi spalancati lo spettacolo dal piccolo oblò, posizionato poco più in là dell'ala sinistra. Finché, oramai ansiosa al punto di morire senza assistere così all'evento, i miei occhi realizzarono la fine della pista dritta di fronte a noi. Fu quell'immagine che mi fece rimbalzare il cuore in gola, e più ci avvicinavamo più avevo una voglia irrefrenabile di sapere com'è, di provare quella tanto attesa sensazione. Ed ecco che il mezzo comincia a correre più veloce, più veloce e ancora più veloce, finché finalmente accadde.
In qualche secondo stavamo volando. In un attimo stavo volando, e in quel momento non pensi al fatto di stare su un aereo, il tuo cervello si ferma per dare spazio a un'esplosione di sensazioni che non ti permettono di ragionare. In quel momento l'aereo non sta volando, stai volando tu. In quel momento niente e nessuno è in torno a te, in quel momento ci sei tu e solo tu. E fu quella la parte che più mi rimase impressa, l'esatto momento in cui l'aggeggio ali e motori si alza in pendenza  e prende il volo, il "distacco" lo chiamo io. In quel momento ti sembra che tutto sia possibile, un tutto ancora più infinito di quel che immaginiamo, un tutto che comprende qualsiasi cosa non si possa ancora immaginare di poter fare, tutto tutto insomma; e che sebbene non probabile, tutto è possibile.

Lo so, lo so. Sarete scettici riguardo quest'ultima parte. Ma basti pensare all'enorme progresso che abbiamo fatto finora. Immaginate di vivere in un'epoca lontana da questa, (non serve più di tanto) avreste mai pensato di raggiungere la Luna? Avreste mai pensato che un click sarebbe bastato ad illuminare un'intera stanza? Avreste mai pensato di poter condividere i vostri momenti preferiti su un social network? "Ma cos'è un social network?", vi sareste detti. Avreste quindi mai pensato di poter "volare"? Eppure eccoci qua, che ci muoviamo da un paese all'altro con una manciata di ore. L'uomo è in continua evoluzione. Immaginate cosa saremo in grado di fare tra mille o duemila anni.

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